rottamazione liti pendenti

rottamazione liti pendenti

Rottamazione Liti pendenti: è la definizione agevolata introdotta con la manovra Correttiva 2017, prevista dal Decreto Legge del 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modifiche dalla Legge 21 giugno 2017, n. 96, che indica la facoltà di chiudere agevolmente le liti fiscali pendenti dinanzi a Commissioni tributarie e Cassazione in cui è controparte l’Agenzia delle Entrate.

Nella circolare n. 23 del 25 settembre 2017 sono stati forniti ulteriori chiarimenti, quali: come compilare in modo corretto il modello di pagamento F24, sulle ipotesi per le quali la definizione agevolata non è applicabile, sulla legittimazione a presentare la domanda di definizione in caso di fallimento e sul rapporto tra la definizione agevolata delle liti e la precedente definizione dei carichi iscritti a ruolo in pendenza di giudizio.

Oltre l’Agenzia delle Entrate, la Rottamazione Liti pendenti potrà riguardare le controversie con gli Enti Territoriali che aderiranno entro il 31 agosto 2017.

La rottamazione Liti pendenti ha ad oggetto le cause in corso presso le Commissioni tributarie e presso la Corte di Cassazione i cui ricorsi siano stati notificati all’Agenzia delle Entrate entro il 24 Aprile 2017.

Gli importi cui si terrà conto ai fini del condono, non sono quelli decisi con sentenza (primo o secondo grado), ma quelli accertati dall’Ufficio e indicati nel provvedimento impositivo.

La rottamazione liti pendenti prevede il pagamento delle imposte dovute e degli interessi per ritardata iscrizione a ruolo. Vengono, invece, abbattute le sanzioni e gli interessi di mora.

Se la controversia riguarda solo gli interessi di mora e sanzioni non collegate a tributi, è possibile definire la controversia pagando il 40% degli importi in contestazione.

Se invece la controversia riguarda solo sanzioni collegate a tributi che risultano definiti, per la definizione non è dovuto alcun importo.

La domanda di definizione dovrà essere presentata entro la scadenza del 30 settembre 2017.

Per ciascuna lite fiscale autonoma si deve presentare una distinta domanda di definizione.

Tale modello di domanda, contiene:

  • il frontespizio, riguardante l’informativa sul trattamento dei dati personali
  • delle sezioni nelle quali vanno riportati i dati anagrafici del contribuente che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio di primo grado, del soggetto che presenta la domanda, se diverso dal primo, e della lite fiscale oggetto di definizione.

Il pagamento potrà essere effettuato in tre rate, sempre che l’importo dovuto superi i 2000 euro, entro le seguenti scadenze:

40% entro il 30 settembre 2017

40% entro il 30 novembre 2017

20% entro il 30 giugno 2018.

Le controversie definibili non sono sospese, salvo che il contribuente non ne faccia apposita richiesta dichiarando al giudice di volersi avvalere della definizione della controversia.

In tal caso il processo è sospeso fino al 10 ottobre 2017. Se il contribuente successivamente dimostra di essersi avvalso della definizione e di aver pagato quanto dovuto o almeno la prima rata, il processo resterà sospeso fino al 31 dicembre 2018.